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Prima prova

Oggi il giovane Paolo ha scelto di scrivere un articolo d’opinione destinato ad una rivista scientifica riguardo il rapporto tra scienza e progresso tecnologico (qual è la differenza poi).
Paolo ha scritto due colonne e un quarto in uno stile abbastanza aulico.
Paolo pensa che non sia uscito fuori tema.
Paolo pensa proprio di aver fatto una bella prova.

Come tutte le previsioni di Paolo, il cazzo.

Collecchio wrote

Ciao, ho visitato il tuo blog e ho pensato di invitarti nella mia classifica per soli blog.
Basta registrarsi al sito www.migliorblog.it e copiare nel blog il codice che ti viene fornito al termine della
registrazione.
Una volta copiato nel blog si visualizzerà il pulsantino tramite il quale i tuoi visitatori potranno votarti
Ti aspetto ;)
Che ne dici?

Antonio

no

Perchè non uso più xp?

Molti di voi (al massimo due) si chiederanno perchè sia passato a Linux.
Perchè col mio vecchio XP niente funzionava più.
Mi ero promesso di non fargli entrare nè virus nè troiani, ma sapete com’è, le mie promesse valgono quanto il due di coppe quando la briscola è a denari.
Avevo iniziato a skippare i memory test per guadagnare tempo, a resettarlo quando si ingolfava, a spegnerlo con un calcio sulla spina.
Internet poi.
Ti connetti ad ogni genere di schifezza.
Ti prometti di non attivare i cookies , e il giorno dopo ti ritrovi registrato in quel sito dove vendono organi umani.
“Non scaricherò mai eseguibili del cazzo, a menoche non siano provenienti direttamente dal sito della Microsoft” provi a convircerti da solo. Poco dopo apri il file Aids.exe allegato con l’email di uno sconosciuto “prova questo file, è uno spasso, garantito”.
Ti prometti di tenere l’antivirus sempre aggiornato, e ti ritrovi nel 2008 con un Nod32 aggiornato al ’97, piratato per giunta.
Avevo 4 account sull’Xp: Paolo, Paoloski, P90 e Mutumbo, che non so chi sia.
Dovevo resettare una quindicina di volte prima di iniziare a lavorare (leggi: giocare a scacchi online, scrivere sul blog e msn), il mio sfondo desktop cambiava continuamente immagine, e dovevo muovermi tra le cartelle a memoria, cioè potevo cliccarne solo un paio sennò comparivano i messaggi “Errore fatale” e “Moriremo tutti”.
Poi iniziano i primi bip sospetti all’avvio del bios , che ti avvertono che la tua ram sta bruciando cercando di coinvolgere nell’incendio anche la tua scheda video.
Non potevo più ascoltare musica, in più il lettore cd si apriva e chiudeva da solo ogni 3 secondi.
La scansione antivirus mi diceva che avevo superato il numero di troiani massimo consentito e che dovevo allontanarmi al più presto dalla stanza.
Ero davvero preoccupato.
Ogni tanto dalle casse del pc uscivano suoni strani, sibili o frasi senza senso, intercettate da chissàdove.
Il modem si disconnetteva ad ogni chiamata, e per riconnettermi dovevo usare una penna per staccare un chip del modem e riattacarlo. La tastiera non rispondeva ai comandi e se cliccavo invio partiva una telefonata in Australia.

Ma ora ho Ubuntu. E penso che tutto andrà bene, anche se mi si è impostato da solo uno strano sfondo desktop.

Non aprite quella cabina

Preparativi:
Sono un tipo che si prepara con giorni d’anticipo tutto l’occorente e la valigia, e all’ 13:12 scopro che l’orario dell’appuntamento era all’ 13:20 circa, e non alle 14:00 come ben pensavo. La valigia purtroppo ha solo le pantofole dentro e in più sono senza soldi perchè mio padre stava comprando 2 panini. Io me la rido, mia mamma scoppia a piangere.

Viaggio:
Il viaggio dura circa 2 ore, giusto il tempo di recitarsi il rosario 70 volte.

Benvenuti a bordo:
La prima impressione appena saliti a bordo è di essere capitato per sbaglio nell’Overlook Hotel ( Shining, ignoranti). Chilometri e Chilometri di corridoi larghi 2 metri circa, conditi da circa 1000 tuttofare di origini non-europee (si badi che l’unico europeo con cui ho avuto a che fare era un perfetto idiota) che spuntavano da ognidove ( moquette, lampadari, allarmi antincendio) non appena cadeva qualche briciola di pane a terra, pronti a rimediare ai tuoi danni. Iniziamo subito a crearci i primi tragitti per fare la minor strada possibile ( falliremo sempre, per tutta la durata della crociera) dopo aver focalizzato i luoghi meglio designati per aumentare i nostri ego, cioè i vari baretti, il casinò e il palchetto di musica classica.

Through Europe:
Qualche settimana fa è venuto a mancara all’affetto del suo proprietario il portachiave a forma di scimmiotto di Marco, e oggi si va a scoprire che si stava facendo la vacanza pure lui.

Saturday night life:
Il nostro conduttore verso la metà è quasi sempre stato il belloccio, che a sentire suo, si trova sempre in fondo al corridoio successivo al corridoio che stiamo percorrendo.
Per il resto i negroni ed altri preparati hanno svolto bene il loro processo di distruzione delle pareti dello stomaco.

Spese varie:
Cabina 10028, 206 € di spese varie.
Episodio #1:
Il buon vecchio Mongo in preda ad un raptus di follia, stabilisce che la mia presenza nella sua stanza non è più tollerrata ed inizia ad avanzare minaccioso verso di me e Fava, che intanto, si stavano godendo la brezza marina sul balconcino. I due, sapendo che dall’altro lato del balcone c’è l’annullamento totale del proprio essere, si barricano nel balconcino chiudendo la porta scorrevole con tutta la loro forza in contrapposizione a quella del nemico che cercava di aprire.
Risultato: la maniglia si rompe in due e per inerzia il nostro amico viene sbalzato sulle sua valigia e scacchiera appoggiate in modo precario su una sedia che si rovescia addosso. 5 minuti a terra perchè non riusciva ad alzarsi essendo incastrato con le sue robe. Risate, poi bestemmie, 123€ di danno.

Episodio #2: Deep Cleaning
Sempre in preda a raptus di follia, 2 tipi strani si iniziano a lanciare mele nella stanza. 40€ di danno.

Dialoghi significativi:
Mongo: io sono qua, tu stai la, tu fai l’arbitro, che il match abbia incontro.

#

Belloccio: hai visto per caso i programmi di bordo di oggi?
Fava: a che ti servono?
Belloccio: ne faccio collezione.
Paoloski: il fatto che tu faccia la collezione di quei fogli rende bene l’idea della persona che sei.

#

Belloccio: quant’è bella questa maglietta che ho comprato, mi piace troppo *a carponi sulla maglietta*. E’ spettacolare.
*Il giorno dopo non ebbe più notizie della sua maglietta*.

Comunicazione. Di. Bordo. Stop.

Domani alle 2 si parte per la crociera (ho scoperto di non avere la tessera sanitaria, ed oggi gli uffici USL sono chiusi, ndP) , nonchè viaggio d’istruzione del quinto liceo.
Tunisi, Palma di Maiorca, Barcelona, Marsiglia, Genova, Napoli.
Bello bello.
Ora. Sono 7 giorni a diretto contatto con gente del calibro del Mongo o Fava.
In terra straniera.
Su una nave che naviga su acque infestate da squalipiranha e piovrecornute.
Le probabilità di sopravvivenza per ogni singola persona decresce del 40% circa (stima per difetto, difetto di un 53% circa).
Aggiungigli che sei su una nave che pesa tipo tonnellate di tonnelate, che però non hai ancora ben capito per quale legge fisica galleggi (ammesso che lo faccia).
Ed infine, metti pure quella volta che hai guardato Titanic.
Il risultato sarà che i tuoi genitori sono andati in un centro assicurativo, ogni 32 secondi ti chiedono se hai un qualche grande desiderio che vorresti fosse realizzato e nutrono il bisogno di darti pacche rassicurative sulle spalle, “Vedrai, andrà tutto bene”.
Questo certo non ti rilassa, perchè saprai che sulla nave sarai costretto a guardarti sempre le spalle, a chiudere la valigia con una doppia mandata e tenere sempre in tasca una busta con scritto “Se ritrovato senza documenti e capelli, con un taglio dietro il rene, eseguito probabilmente con un temperino a serramanico, rispedire a: …”.
Inoltre la tensione raggiunge il culmine quando senti attraverso gli altoparlanti della nave le comunicazioni di bordo:

Gentili clienti, qui è il comandante *silenzio di 10 secondi*
- Ci si vede.
- E’ la fine
- Prima o poi doveva succedere
- Quelli che vedete sul ponte non sono squali
- Spero non abbiate mangiato pesante
- Noooooooooooo mio dio nooo
- In realtà non ho mai saputo pilotare una nave

- Ciao

Il cervello intanto elabora un telegramma: Perchè. Cazzo. Sono venuto. ?. Stop.
Non ricordo più cosa volevo dire.
Ah si.
Ci si vede (forse).

Oggi

Oggi mi trovate qua

Riguardo a quel portachiavi scimpanzè che non trovi più

Marco G. , inizia il gioco.

Mimetizzazione applicata

La vita di condominio è piuttosto difficile da affrontare. Soprattutto se vivi in un condominio abitato per lo più da vecchi, bambini e persone indefinite che da ora in poi chiamerò rompicoglioni.
Il modo migliore per affrontare la situazione, è quello di cercare sempre di evitare ogni rapporto umano con qualsiasi altro condominiale, a meno che non si voglia cadere in una serie di eventi che porteranno a situazione quasi impossibili da sbrogliare.
Per chiarire meglio la situazione è necessario fare qualche esempio esplicativo:

  • Scusa, potresti tenermi la porta che ho le mani impegnate?
  • Mi porteresti la spesa che è troppo pesante per me?
  • Scusa, puoi dirmi se ti arriva l’acqua calda?
  • Ciao, come stai?

Quindi è necessario, e dico necessario, rendersi del tutto invisibile ad ogni sguardo, o almeno cercare di impiegare il minor tempo possibile per entrare in casa e viceversa. Purtroppo questa tecnica non è del tutto semplice da eseguire, anche perchè ci sono gli anziani (ogni condominio ne ha almeno uno, vengono venduti in serie) che ad ogni rumore di apertura del portone / porte di casa si affacciano sull’uscio, per vedere chi è nel limbo e se necessario punzecchiarlo con una qualsiasi domanda di nessuna importanza a cui nessuno importa di sentire.
La cosa migliore di solito, è cammuffarsi ad hoc con sciarpe, berretti ed occhiali. Il tempo necessario ad un anziano per capire l’identità del passante varia dai 15 ai 20 secondi, che non è altri che il tempo necessario perchè voi siate già liberi.
A volte però questo non basta, e neanche calare lo sguardo come se non esistesse nulla al di fuori dei due metri cubici che state occupando col corpo, perchè anche i grandi si mettono a parlarti. Domande assolutamente fuori luogo, gentili richieste di salire in terrazzo ( 4 piani di scale, a piedi) per controllare se la finestra è aperta che tira una corrente della madonna e poi gli viene l’emicrania.

Ma la richiesta più assurda mi è stata fatta da un tarchiato omignolo sulla cinquantina coi baffi:

“Ma da te l’acqua arriva con pertinacia?”

Ora. Non è mia abitudine ascoltare le richieste altrui, per lo più all’interno del corridoio del condominio. Inoltre non sapevo cosa significasse pertinacia, limitandomi ad annuire e correre in casa a cercare sul vocabolario cosa significasse pertinacia.
Non ricordo più cosa volevo dire, ma che cazzo, pertinacia.

Usare costanza, no eh?

Quella volta che il mio cane aveva le mestruazioni

Una volta avevo un cane femmina. Era un bastardo, nel senso che non appena ho provato ad accarezzarlo la prima volta mi ha morso la mano.
Assomigliava tanto a quel cane dell’infostrada, quello che vende telefoni per intenderci.
Gli volevo abbastanza bene, ma aveva lo strano di vizio di scoparmi sempre la gamba, ogni volta che mi stava vicino, tanto che mi ero innamorato (in senso platonico, non sono mica uno di quelli che si trombano le galline)di lei . Io stavo fermo 2 secondi, e lei si arrampicava sulla mia coscia ed iniziava ad imitare movimenti abbastanza sospetti, tanto che per un periodo pensavo fosse maschio.
Arrivava poi il periodo dell’anno in cui il mio cane perdeva sangue. All inizio pensavo fosse ferito chissadove, ma poi, dopo un’accurata osservazione durata una settimana, ho scoperto che perdeva sangue dalla vagina.
Mio padre la prendeva alla larga: “Beh, vedi quel buco? E’ una ferita, si rimarginerà”.
“Ha le mestruazioni, succede pure a me”, mia madre.
A differenza di mia madre (spero), per il mio cane mestruazioni significava essere in calore, cioè oltre a scoparsi la mia gamba, si faceva anche quella di mio fratello, di mia sorella, dell’idraulico e quando era sola, le gambe del tavolo.
Un giorno, mentre la portavo a passeggio, ha tirato con talmente forza che si è rotto il guinzaglio. Io, disperato, vado alla sua ricerca campagne campagne, finchè, la trovo in posizioni abbastanze sconcie con un altro cane. Geloso,provo a staccarli, ma niente. La troia continuava a prenderlo, e non appena mi avvicinavo, lei ( e lui) mi ringhiavano con abbastanza cattiveria.
Quella volta ho pianto per giorni.

Ah già

Ah cazzo, il blog. E’ una settimana circa che non scrivo ( per essere veramente precisi dovrei andare sulla facciata del blog e vedere quando è stato inserito l’ultimo intervento, e dopo fare una sorta di calcolo che potrebbe prendermi tipo, che ne so, due secondi) , ma tanto questo blog non è nè un giornale nè nulla, quindi posto alla cazzo di cane.

Ho appena letto su un libro chiamato “I nuovi argomenti” ( una sezione è dedicata al wrestling, ndP) , i dieci comandamenti degli scout, che ora vi elencherò:

  • Porre il proprio onore per meritare fiducia;
  • Essere leale;
  • Rendersi utili e aiutare il prossimo;
  • Essere amici di tutti e fratelli di ogni altra Guida e Scout;
  • Essere cortesi;
  • Amare e rispettare la natura;
  • Sapere obbedire;
  • Sorridere e cantare anche nelle difficoltà ( se ti morde un cobra, ridi);
  • Essere laboriosi ed economi;
  • Essere puri di pensieri parole e azioni.

Ah, l’amico Mongo è uno scout.

Zeitgeist

Oggi non dirò nulla di divertente, nè avvenimenti su di me o su di mongo, nè il fatto che se lo prendono all’accademia diventerà un born to kill, niente di niente.
In questo blog si parla pure di cose serie, come di quella volta sono riuscito ad ammazzare un gattino, oppure quella volta che ho contemplato un muro del ‘700 per 30 secondi.

Volevo consigliarvi vivamente la visione di questo film: Zeitgeist. Potete trovarlo su internet qua , oppure scaricarlo da qualsiasi P2P in modo legale, perchè è un open-source.
Zeitgeist, prodotto da Peter Joseph, è stato realizzato come espressione filmica senza scopo di lucro per ispirare la gente a guardare il mondo da una prospettiva più critica e per comprendere che molto spesso le cose non sono come che la maggior parte della popolazione crede.
Il film è diviso in 3 parti:

  • La più grande storia mai raccontata: fondamentalmente si mettono in risalto tutte, e dico tutte, le analogie del Cristianesimo con qualsiasi religione pagana precedente e con l’astrologia. E’ un buon motivo per farvi finalmente capire che Gesù non è mai esistito ( tra 3 secondi mi colpisce un fulmine).
  • Tutto il mondo come palcoscenico: in questa parte viene trattata tutto quello che riguarda l’11/9 . Tutte le sue incongruenze, tutto quello che vi faccia capire che il perchè il governo americano avrebbe creato questa farsa.
  • Lasciate perdere gli uomini dietro le quinte: la parte a mio parere più interessante, vi farà capire come siamo dominati da una classe mondiale dirigente. Vi si analizzano i rapporti tra i banchieri (classe dominante) e le guerre e tutto ciò che è stato fatto all’economia mondiale.

Il film dura circa 2 ore, ma guardatelo e diffondetelo, vi farà aprire gli occhi, finalmente. Buona visione.

Angelo: signore, il blogger sta propagando quel film contro la sua persona.
Dio: quel testa di cazzo.
Angelo: signore, ha detto cazzo, non potrebbe.
Dio: si lo so, ma lasciami assaporare il momento.

Siamo morti

Scrivere sul blog dopo essere tornati a casa alle 5.01, dopo un coast to coast e un Favoloso mondo di Amèlie ( che tra l’altro, alcuni ritardati presenti alla visione hanno giudicato penoso), non è di certo il massimo, ma vabbè.

Eravamo sul lungomare su una panda vecchia di quelle che se investi fai ciao ciao, quando ad un tratto, come se fossimo in ritardo su qualche tabella di marcia, il conducente della panda decide di fare un sorpasso alquanto azzardato. Ed è buffo che quando ti vedi la morte in faccia che tu non riesca a dire qualcosa o cercare di rimediare.
Dunque, c’immettiamo nella corsia di sinistra, nel silenzio generale. Eravamo tutti ammutoliti dalla visione di 2 fari, che ci stavano venendo addosso, riducendo ogni millesimo di secondo le speranze di vita, nostre.
Io, senza alcuna paura e del tutto tranquillo, azzardo un “siamo morti”.
Silenzio.
“Mamozzo, vedi che non ce la fai”, Fava.
Silenzio ancora.
Istanti, che però sembrano un’eternità. Per cinque secondi, tutti zitti, con il cervello completamente sgombro da pensieri ed emozioni. Eravamo del tutto vuoti, a fissare le 2 luci che si avvicinavo, inermi, ad aspettare il gran botto.
Vi starete chiedendo, come possa scrivere da morto. Beh, non sono morto. Mamozzo è riuscito a sterzare e salvarci.

Angelo: signore,il blogger si è salvato ancora.
Dio: puttana eva.

Ed è ancor più buffo, che dopo 5 minuti, stavamo ancora ridendo del fatto che avevamo rischiato di morire.

Gesù in realtà si chiamava Antonio e faceva il muratore

Costantino: Signori, ci serve qualcosa di immortale che ci renda forti, potenti e dominanti sugli altri uomini.
*Si apre un dibattito di 6 ore*
Costantino:ma si mi piace, si si. Come la chiamamo?
Rajkanto II (ho premuto lettere a casaccio) :
che ne dite di “cristianesimo”?

Pensa che grosse risate se dovessi scoprire, non appena morto, che tutto quello scritto nella Bibbia e predicato da migliaia di persone non sia vero.
C’è questo buffo uomo invisibile, che ha una lista di dieci cose che non vuole tu faccia. E se tu, non appena fatta una di queste cose, muori improvvisamente ucciso da un vaso di fiori che ti cade sulla testa, sei destinato ad un posto speciale pieno di fuoco e fumo, dove si brucia, si viene torturati e si soffre, fino alla fine dei tempi.
Ma lui vi ama.
E’ strano come gli storici di quel tempo non abbiano menzionato nessun Gesù, nessun miracolo, e nessuna ascensione al cielo. Magari in realtà si chiamava Antonio, aveva 3 figli, faceva il fabbro ed amava giocare d’azzardo e fumava.
Ad Antonio è stato attribuito al Concilio di Nicea di aver combinato qualche miracolo qua e là, quando in realtà a 30 anni era caduto dal tetto che stava riparando, diventando paralitico dal collo in giù, di essere stato crociffiso vivo dagli ebrei, quando invece aveva la lebbra fulminante che lo aveva reso intoccabile ed infine dopo 3 giorni è asceso al cielo, mentre invece se ne stava beato nella sua casa, ignaro che miliardi di coglioni l’avrebbero adorato.

Un’immagine vale più di mille parole

A. Scuola.
B. Tabacchino.
—>Percorso padre.
—>Percorso studente.

Netzschnittstelle karte

Stasera i miei genitori più il fratello erano al compleanno di un quantomai sconosciuto zio. Essendomi venuto il classico mivienedavomitare difensivo per evitare questa spiacevole uscita, ordino una di quelle pizze leggere (capricciosa con patatine e cipolle,intere) , scoprendo che i bastardi non mi portano la pizza se non spendo almeno per dieci euro, rendendomi costretto così ad ordinare una coca-cola che non berrò mai, ma darò ai piccoli cuccioli di animale che verranno nel mio cortile, al posto del latte (per chi si fosse perso come son riuscito ad uccidere un cucciolo di gatto in 10 minuti vada qui).
Ma non siamo qua per parlare dei fatti miei. Allora, rovisto tra le vecchie cassette VHS in cerca di un film da guardare, ma mi trovo di fronte ad una difficile scelta, perchè ho videocassette di un certo livello. Dopo vari scervellamenti scelgo il grande cult Basil l’investigatopo.
Inserisco la videocassetta nel registratore, dal quale però, fuoriesce uno strano rumore di no so, vhs distrutta.
Il videoregistratore infatti, è su quel mobile da quando l’uomo ha inventato il telefono, o giù di lì. Cerco le istruzioni, ma le trovo solo in tedesco, perchè hanno pensato bene di dividere i vari libretti scritte in lingue diverse. Non sapendo cosa sia una netzschnittstelle karte, mi affido all’intuito.
Smonto il videoregistratore e cerco di far uscire la videocassetta, o almeno quel che ne resta; svito il carrellino che bloccava l’uscita della cassetta, ma non riesco a rimontarlo. Così penso che la cosa più logica sia metterlo sul pavimento, nascosto da almeno 3 giornali.
Finalmente riesco ad uscire la videocassetta, distrutta.
Sono così costretto a ripiegare su questo storico capolavoro cinematografico:

Eric Cartman mi da lezioni di vita che neanche mio padre

Cartman : Mammaa
Mamma Cartman: si tesoro?
Cartman : potresti per caso fare una cosetta per me.
Mamma Cartman: Che cosa tesoro?
Cartman :
Oh ok, so che ti sembrerà un tantino strano, ma ok, stammi a sentire: vorresti venire con me per iscrivermi alle olimpiadi speciali così posso battere gli handicappati e vincere 1000 dollari?
Mamma Cartman:
Oh no, biscottino mio, quelle olimpiadi sono soltanto per bambini speciali.
Cartman : Ed io non sono speciale? Una volta me lo dicevi sempre.
Mamma Cartman:
Oh certo lo sei, tesoro mio, ma non credo sia una buona idea.
Cartman : Ci dividiamo il malloppo.
Mamma Cartman:
Mi dispiace tesoro, ma la risposta è no.
Cartman : Ok, vuoi la verità? In passato sono stato cattivo con i ritardati a scuola, pensavo che il buon dio li avesse mandati per farmi divertire, ma poi ho pensato, che se per una volta mi mettessi nei loro panni, se capissi le difficoltà che affrontano ogni giorno, forse non sarei così stronzo, mi dai una mano mamma?

*All’iscrizione per le paraolimpiadi*

Mamma Cartman: Salve signora, vorrei iscrivere mio figlio, si chiama Eric Cartman.
Cartman : EEegaaaga.
Iscrittrice : il suo handicap?
Mamma Cartman: E’ ritardato.
Iscrittrice : … Voglio sapere l’handicap specific.
Cartman : E che cazzo ne so, sono ritardato. EEEeeegha.


#

Toc toc.

Cartman : Avanti.
Kyle:
Cartman, sono davvero preoccupato per quello che stai per fare, mi oppongo con tutte le forze, lo trovo eccessivamente offensivo.
Cartman : Continua Kyle.
Kyle: Rifletti, se farai le paraolimpiadi andrai all’inferno, io mi sento responsabile come tuo caro amico e ti voglio mettere in guardia.
Cartman : Vedi Kyle, io apprezzo la tua sincerità e sei un caro amico, ma il punto è che tu hai un concetto della moralità distorto, perchè sei ebreo. So che non sei andato a vedere il film di Mel Gibson , The Passion ma..
Kyle: Non sono qui per parlare del film Cartman.
Cartman : Fammi finire. Se avessi visto The Passion sapresti che l’inferno è riservato agli ebrei, quelli che hanno giustiziato Cristo. Quindi dovrei essere preoccupato io per la tua anima.
Kyle:
Cartman : …
Kyle:
Cartman :
Buona fortuna.

Da quando ero piccolo, cercavo

Weekend col mo(ng)rto

L’1 aprile partiamo per la gita in crociera.
Palermo ,Tunisi, Palma di Maiorca, Barcellona, Marsiglia, Genova, Napoli.
Gran bei posti, cazzo, se non fosse per il fatto, che staremo 7 giorni a contatto ravvicinato.
In particolare con Mongo e Fava.
Nonostante ora sia un periodo di pace, non lo è stato un mese fa.
Insulti, scherzi, video, lanci di carte, borsellini, pietre, forati con conseguenti promesse di vendetta.
Saranno 7 giorni orribili. Nessuno della classe avrà il coraggio di dare le spalle agli altri.
Inizieranno a volare le prime valigie dalla cabina, i primi affogamenti in piscina, i primi intrappolamenti nel bagno turco. Poi si passerà a cose più serie, distorsioni, rotture, amputazioni e lanci in mare dalla crociera in movimento.

Partenza tra 33 giorni. Credo ci scappi il morto.

7 vite.

Oggi pomeriggio mentre ero affacendato in faccende in cortile, sento strani miagolii provenienti dal giardinetto. Era un cucciolo di gatto, il perchè sia là, solo Dio lo sa. Ovviamente di cercargli la mamma manco per il cazzo, quindi decido di nutrirlo io.
Ma il piccolo bastardo si infila in una crepa nel muro e così non riesco a prenderlo.
Non ho mai avuto gatti, ma anche il più tardo sa che i cuccioli bevono latte.
Prendo un piattino e gli verso un pò di latte parzialmente scremato alla giusta distanza per farlo uscire allo scoperto e quindi prenderlo; Ma questo resta appiccicato al suo istinto, che gli impone di stare fermo e quindi per fotterlo, devo immedesimarmi nella psicologia animale.
Infatti, inizio a versare piccole goccie di latte per terra, a mò di pollicino.
“Se bevo questa goccia, mica mi può prendere, e poi magari questa e questa..” Fin quando esce e resta fottuto, da me. Il gattaccio inizia a graffiarmi le mani e quindi sono costretto a tirarlo nel giardino, permettendogli di rinfilarsi nella crepa. Riprovo lo strategemma del latte, ma stavolta non ci casca.
Decido di usare la psicologia inversa (si, con un gatto). Mi allontano facendo finta di niente, ed il gatto inizia a miagolare, cercando di attirare la mia attenzione. Io di guardarlo neanche per il cazzo, anche perchè stavo distruggendo tutte le ragnatele sugli arbusti, così il gatto esce ma in 5 secondi capisce che era una trappola, ma ormai era troppo tardi.
Stavolta,  capendo che si trova davanti una persona di un certo livello cerebrale, non oppone resistenza. Finito il latte, continua a miagolare, così sono costretto a dargli del cioccolato.
Gli creo la sua bella tana con qualche coperta ed una cesta e gli do pure un nome: ralello (ho premuto lettere a casaccio)

10 minuti dopo lo trovo stecchito, a pancia all’aria sulla cesta. Lo lascio là,perchè di sepperlirlo, manco per il cazzo.