Memento

Leonard Shelby si sveglia ogni mattina nella stanza anonima dell’Icann Motel con la stessa domanda: dov’ero rimasto? Ad aiutarlo una serie di Polaroid “personalizzate” dal suo inchiostro, tatuaggi indelebili incisi sulla pelle, dossier e appunti scritti di suo pugno. Lenny non soffre di amnesia, ricorda perfettamente chi è il suo passato più lontano, ma dimentica di ricordare la sua “memoria” breve. Una cosa, però, è certa (forse!), sua moglie è stata violentata e uccisa da uno sconosciuto a cui lui vuole dare un volto, un nome e una “sepoltura”. La ricerca di Lenny comincia dalla fine, dalla polaroid che “congela” la morte di Teddy. Ma come si è giunti fino a lì? Lo spettatore e Lenny avranno due ore per scoprire l’origine, l’incipit… Lenny vive il presente agendo e il passato scrivendo. Entrambi i sistemi di decodificazione si riveleranno illusori e totalmente superflui all’esistenza dell’io, che precedente o antecedente al fatto dato, gli sopravvive.
Opinione:
Il montaggio del film procede su 2 binari: le scene che si susseguono sono alternativamente l’ultima in ordine cronologico, poi la prima, poi la penultima, poi la seconda, e così via. La scena finale del film è quindi quella cronologicamente centrale, che rappresenta il punto di scioglimento dell’intreccio. Cazzo, con un film del genere potresti anche mandare in coma i 2 neuroni che ti ritrovi. Però gran bel film, innovativo.
- Con una malattia del genere non sei più vivo, SEI MORTO. Chiesa del cazzo, le cellule staminali sono la salvezza.
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